Archive for the 'LEGO' Category
Trasloco, Africa e ritorno
E’ da un po’ che pensavo di scrivere un post sul viaggio in Africa. Poi, iniziato il trasloco, pensavo ad un post sul trasloco. Alla fine i lavori di rientro alla vita, insieme ai lavori di trasloco, hanno mangiato tutto il tempo. Così ho deciso di affrontare Africa e trasloco nello stesso post. Per una questione di economia. leggi avanti Read more
Lontano
E’ passato un anno dalla morte di mio papà. Già o appena, non saprei dirlo: il tempo dell’attesa, o dell’abbandono, si protrae all’infinito, liquefatto sotto il peso della necessità, spalmato sulla superficie del mondo. Del mio mondo, come una patina densa, opaca, che tutto avvolge e attraverso la quale non si scorge nulla. Nulla di definito, nè di definitivo. Vincerebbe l’indolenza, potentissima, i tempi di certo non aiutano…
Ma la morte mi ha anche indurito. Le mie mani, i miei occhi si sono fatti più duri, forse più adulti. Si sono abituati alla vista insostenibile del vuoto e tuttavia non si rassegnano. Vanno alla ricerca di un’increspatura sull’acqua, di un forellino nel muro. E ricordano sempre le parole che mi ha lasciato: “Sta attento alle mie parole, porgi orecchio ai miei insegnamenti, non li perdere mai di vista, ma conservali nel tuo cuore, perchè son vita per chi li accoglie e salute per tutto il suo corpo. Più di tutto veglia sul tuo cuore, perchè da quello sgorga la vita”.
No commentsLa ballata di J. H. Apjohn (reprise)
Mi hanno rubato le spazzole dei tergicristalli. Tutte e due, conducente e passeggero. A me che l’auto la uso una volta al mese, troppo facile, infami. Una volta al mese se è tanto, infami. Infami la prima volta, che dire della seconda? Coglione io.
No commentsPensieri post-metafisici
L’associazione pollo-febbre, in effetti, non era molto rassicurante. E l’idea malsana, a dire la verità, per un momento mi è pure passata per la testa, che idiota. Per fortuna che me la sono tenuta per me. Ma poi è bastata una notte, fradicia di sudore, per spazzare via febbre, dubbi, incubi e tutto il resto. “Che idiota”, mi sono detto al risveglio. Ma forse neanche tanto, in fondo di un pezzo siamo fatti, no? Be’, ora mi è rimasto solo un simpaticissimo cagotto come ricordo di quell’avventura, uno di quelli profondi, intimi, di quelli che ti ribaltano le viscere e corri per la casa neanche fosse la finale dei 100 metri. Quei cagotti che, tra frane e smottamenti interiori, ti mettono di fronte alla tua vera natura. Nientemeno, oibò. Vabbò non sarò Carl Lewis, ma all’evenienza so correre anch’io. E mi sa che è ora: pronti, via!
leggi avanti Read more
La ballata di J. H. Apjohn
Mi hanno rubato le spazzole dei tergicristalli. Tutte e due, conducente e passeggero. A me che l’auto la uso una volta al mese, troppo facile, infami. Una volta al mese se è tanto, infami. Se ne sta parcheggiata lì a lungo, stupida carcassa vuota, lì ferma, innocua inutile. Mi hanno rubato le spazzole dei tergicristalli. Me le hanno rubate e poi se la sono data a gambe, infami. O forse hanno agito indisturbati senza tanta fretta, tanto di lì non passa nessuno. Anche peggio, infami. Be’ l’altra sera pioveva e pioveva a dirotto. Era molto tardi la notte e pioveva. Non potevano mica tornare a casa da sole, di notte a piedi la pioggia, vi do uno strappo io, certo, piove a dirotto. Chiavi patente ombrello, certo pioveva a dirotto. Montati in macchina: cazzo mi hanno rubato i tergicristalli. Le spazzole cioè. Mi hanno rubato le spazzole dei tergicristalli. Tutte e due, conducente e passeggero, infami. E noi quattro dentro la macchina a guardare quei due moncherini che si agitavano per niente, senza spazzole senza parole. Poi le risate. Ridere e ridere che non ci fermavamo più. Quei due moncherini metallici che si agitavano per niente graffiando il vetro facevano un sacco ridere. Quei due moncherini metallici che si agitavano per niente mi raccontavano quanto siete infami ma facevano un sacco ridere, infami. Un sacco ridere, infami. Mi avete rubato le spazzole dei tergicristalli. Tutte e due, conducente e passeggero. Mi avete fatto un sacco ridere, infami. Un sacco ridere, infami.
6 commentsCiao papà, ha vinto Obamà!
Dopo quasi una settimana dall’evento, non riesco ancora a pensare ad altro. Ad altro di sufficientemente intelligente per scriverci un post.
Il 4 novembre, il giorno dell’epocale verdetto, sul blog di Kanye West (cioè qui) è comparso un post dal titolo, in puro stile rap, “Hi mom, Obama won!”. La mamma del rapper è morta qualche mese fa per un caso di malasanità.
Ieri invece era la Giornata per la ricerca sul cancro.
5 comments






