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Archive for the 'PUNTO SLOGAN SUPERMAN' Category

Storie di cucina

kitchenstories

Queste lunghe settimane di dolce, certo, ma anche fremente attesa, scivolano via tra un bagno e l’altro (l’estate è stagione di frequenti, laicissime, rinfrescanti abluzioni), un concerto e l’altro, un film e l’altro. C’è da dire, infatti, che con l’introduzione del digitale terrestre inizia finalmente ad esseci in Italia, al di là delle note distorsioni di sistema, una programmazione televisiva degna di questo nome (Cielo, La7d, Repubblica Tv, Rai Movie, Rai4, ecc.). E così vedere in sequenza tre classici della nostra cinematografia come I dolci inganni (Lattuada, 1960), La prima notte di quiete (Zurlini, 1972) e Ad ovest di Paperino (Benvenuti, 1982), diventa l’occasione per rileggere la profonda metamorfosi che la società italiana ha subito nel corso di tre decenni: dalle confuse speranze (i Sessanta), al naufragio (i Settanta), al non senso (gli Ottanta). Raramente la parola sviluppo mi è parsa così disperatamente inadeguata a raccontare una storia. leggi avanti Read more

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Quasi cappotto

Golser

Con onestà e il volto solcato dalla sofferenza, il vescovo di Bolzano Karl Golser ha affrontato ieri sera ad Otto e mezzo il tema pedofilia (guarda il filmato). Con due importanti passaggi sul celibato dei sacerdoti e l’omosessualità, Golser ha analizzato la profonda ferita che dilania la Chiesa e ha provato ad inviduare una terapia. Una terapia seria, che invece di nascondere la ferita sotto la veste color porpora, la affronti. Tre concetti chiave: vergogna il primo, trasparenza il secondo, prevenzione il terzo. leggi avanti  Read more

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Al cuore del desiderio

benessere

“Nessuno dimentica la verità, si diventa solo più bravi a mentire”, questa la tragica conclusione a cui giunge April - protagonista di Revolutionary Road (2008) - a metà esatta del film. Non sono certo che questo sia vero, sono però certo che sia fottutamente vero il film da cui questa battuta è tratta. Vero dal primo sguardo tra Frank e April fino all’ultimo, passando attraverso lo sguardo - dal punto di vista drammaturgico, un capolavoro - “separato e tagliato di netto da un sipario che si abbassa sullo spettacolo” in cui recita la stessa April. In quel sipario calato tra April e Frank, in quel taglio metanarrativo a pochi minuti dall’inizio, è condensanto il senso del film. leggi avanti Read more

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Come caramelle

olive

Il silenzio fin qui tenuto da questo blog è del tipo esterefatto. Non certo nel senso di ‘fatto all’estero’, essendo un prodotto rigorosamente madeinitaly, ma di incredulo, sbalordito, preoccupato. Sì, perchè davanti alla follia manifesta (e quando l’arma del delitto è una replica in miniatura del duomo di Milano la follia è manifesta) ci si aspetterebbe una risposta, diffusa e unanime, nel segno della responsabilità, soprattutto da parte di chi occupa le istituzioni, al fine di riportare un po’ di ordine e di ragione. Sono invece prevalsi lo scontro, la rissa, il tifo da stadio, la sete di vendetta. Come ritrovare, dunque, il senso della convivenza civile, “della misura e della ragione, se in Parlamento e in televisione l’Odio e l’Amore si succhiano come caramelle” (Serra)? leggi avanti  Read more

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Un gioco più che onesto

Uomo-bullo

A Bolzano, e non solo, è in atto un vivace dibatitto intorno alla campagna Uomo-bullo ideata dall’agenzia di Oliviero Toscani. Commissionata dall’Assessorato provinciale alla cultura e scuola in lingua italiana, la campagna si inserisce nel progetto di educazione alla legalità Fair Play, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul tema del bullismo. Scurrile, sessista, cialtrona, addirittura “dilettantesca“? Certo è che fa discutere e, soprattutto, fa discutere sul tema di cui è veicolo. leggi tutto Read more

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Nove novembre duemilanove

muroberlino

“[…] Arrivò immediatamente il postino con una rivista illustrata che si pubblica nella Germania comunista e che ci viene inviata gratis per convincerci di come si vive bene sotto quel regime. Sfogliammo la rivista: la notte stessa sognavamo di fuggire nell’altra Germania, l’Occidentale. leggi avanti  Read more

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A.P - I.P.

twilightzone

Come funzioni la costruzione di un palinsesto televisivo rimane per me un mistero. Mistero a cui, dopotutto, non è appesa  soltanto la mia curiosità deviata, ma anche in qualche modo lo strambo destino della Seconda Repubblica. Fatto sta che ad azione (La7), è seguita reazione (Rete4), in una dinamica inter-editoriale, ancor prima che intertestuale, non so fino a che punto consapevole ma certamente densa di significati metatestuali. Sì perchè ieri, in prima serata, a distanza esatta di 24 ore dalla messa in onda di Boccaccio ‘70, la terza rete Mediaset ha mandato in onda The American President (Usa 1995, in Italia maldestramente tradotto con Il presidente - una storia d’amore). Due, respiri, profondi. leggi avanti Read more

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B. ‘70 - B. ‘90

anitaekberg

Non credo che sia un caso che ieri La7 abbia trasmesso in prima serata Boccaccio ‘70 (scherzo in quattro atti ideato da Cesare Zavattini e prodotto da Carlo Ponti, regia di De Sica, Fellini, Monicelli, Visconti, musiche di Nino Rota). A dispetto dell’anno di produzione (1962) e degli storici protagonisti coinvolti nel progetto (solo a leggere i loro nomi in fila mi brillano gli occhi), si tratta di un’opera smaccatamente attuale nel suo essere drammaticamente inattuale. Trattavasi di un’altra era: secondo decennio a. B. leggi avanti Read more

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Per una volta

perunavolta

C’è chi fa il duro pur avendo l’acqua alla gola, c’è chi dall’acqua è riuscito a uscire, c’è infine chi nell’acqua si tuffa per trovare energia per la ripresa. Energia verde, capace di accendere tante lampadine, tante idee.

Enel, sponsor ufficiale del Mondiali di nuoto Roma09, ha commissionato a Saatchi & Saatchi questa campagna. Il risultato mi pare eccellente: ottimo visual, splendido il claim, bodycopy efficace. Ottimo il progetto complessivo nel tenere insieme tutti gli elementi: l’Italia che funziona e sa dove vuole andare. Della partita è poi anche la Rai, ma questa purtoppo è un’altra storia.

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Cammin facendo

joggingphoto

Una commediola carina, non c’è che dire. Niente di eccezionale, sia chiaro: stiamo parlando di uno di quei film (Yes Man, 2008) che una volta si sarebbero chiamati “da videocassetta”. Ma che ora, essendo le videocassette un reperto archeologico di una civiltà sepolta, chiamerei “film da distibutore automatico 24 h”. Quei film che ti sembrano subito già visti, ma che se hai la fortuna di azzeccarne uno bello per la domenica sera, rischi addirittura di passarla rilassato in poltrona. Nel mio caso a letto, che tanto il notebook arriva anche lì. leggi avanti Read more

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