Archive for Gennaio, 2008
La caduta e la visione
Più che di alberi mi piacerebbe discorrere della poetica di Kafka, degli intrighi che si nascondono dietro alla scrittura di Canetti, delle mostrine e delle medaglie che ammantano il petto dei generali di Baj. Ma sarebbe un delitto. La realtà politica con la sua opacità ruba il campo, appropriandosi prepotente della riflessione e delle parole. Davanti all’ennesima disfatta, la fronte distesa significa terminale insipienza. Si accende la tivù, per vedere, per capire. A Porta a porta un Mastella più che mai impettito difende il suo buon nome. Ricorda, per rincuorarsi, che oltre alla sua intraprendente famiglia in Campania opera pure un consigliere di Rifondazione pregiudicato per pedofilia. A Omnibus (La7), la mattina seguente, è di scena un impeccabile quartetto: l’On. Fabris è tranquillo, attacca di continuo Giannini avendo dalla sua la certezza che la colpa della crisi sia attribuibile ai lettori di Repubblica; l’On. La Loggia è commosso, esulta “Elezioni! Elezioni!” avido come un bimbo davanti al trenino nuovo; il Sen. Tonini è tondo ed affranto, dichiara pacatamente che, anche se all’interno del vecchio sistema, il suo partito correrà contro il muro con regole nuove; il Sen. Russo Spena ride, non sa neanche lui perché ma ride, come se l’atroce notizia non l’avesse ancora raggiunto o non lo riguardasse. Infine ieri in diretta-tv Mastella, roteando al solito i grandi occhi sgranati, incanta la platea recitando un poeta comunista. E il traditore Cusumano, dopo essere stato il bersaglio degli scaracchi di un terzo della rappresentanza Udeur in Senato (equivalente ad un solo aristocratico signore), sviene. Ed ecco l’apparizione. Subito prima che subentrasse l’angoscia, lo scenario di colpo si ricuciva e lo stupore mostrava con una limpidezza inattesa la corrispondenza tra i due mondi, il mondo scritto di Kafka, Canetti e Baj, e il mondo non scritto dell’attuale teatrino politico.
Avrei fatto volentieri a meno di questa feroce epifania. Rinuncerei subito al suo tragico, estatico fulgore, anche solo in cambio di un grigio ed instabile Prodi bis.
NO-VAT
Non è facile dire di no. A volte però è più difficile dire di sì che di no. Dipende, si dirà, dalla domanda. È indubbio, tuttavia, che mentre il sì manifesta pur sempre un’apertura, una disponibilità in grado eventualmente di produrre un accordo (“Vuoi tu prendere A come tua legittima sposa? Sì”), il no segnala uno stop, un altolà, un arresto che non può che rendere difficile il prosieguo dell’interazione (“Giuri di dire la verità nient’altro che la verità? No”). È ovvio che se due no si scontrano a muso duro difficilmente si rincontreranno. Ci sono i no incerti del titubante e, di contro, i no secchi del “no, non se ne parla”. No ben differenti: se dietro al primo no c’è il dubbio, dietro al secondo si erge il muro di una certezza incrollabile (“no, di qui non si passa”). La paura che agita la lettera di vibrazioni interiori, si nasconde, seppur in modi diversi, dietro ad entrambi i no. Paura del diverso, paura del sì perché no.
Tirato con sommo ingegno dallo slogan No-Tav, No-Vat ripropone lo stesso no del motto No-Global. Un no di petto. Un no che taglia corto, che dice no e basta, che è ora di finirla. Un no che dice che è ora di smetterla di dire di no su tutto. Risultato: una guerra di no, una guerra tra no, da ambo le parti no da guerra santa . “Dum vitant stulti vitia, in contraria currunt”. O no?
12 commentsTata indiana intossica i bambini
Sempre i soliti extracomunitari… La Tata, colosso industriale indiano in procinto di mettere le mani nientemeno che su Jaguar e Land Rover, presenta la sua nuova creatura: la Nano, l’auto da 2 mila dollari, l’ultraleggera low cost, l’utilitaria del popolo. Pensate che meraviglia, da oggi qualsiasi persona con un reddito minimo potrà mettersi alla guida di una rombante vettura, che, come già avevano intuito i Futuristi, è più bella della Vittoria di Samotracia. Che poi si tratti in realtà di un fumante cassonetto empty optional (niente accessori, niente gabbia di protezione, fari fissi, motore a benzina da 30 cavalli) poco importa. L’importante è correre, superare, inscatolarsi nel traffico, strombazzare (ammesso che il clacson ci sia), conquistare l’ultimo posteggio, l’ultima porzione d’aria rimasta respirabile. In un India di un miliardo di persone lanciate tutte quante verso il futuro sarà insomma un sicuro successo.
Quanto alle ubbie dei soliti ambientalisti, Ratan Tata (non è il compagno di giochi di Rintintin ma l’ultimo erede della dinastia Tata) rassicura: “Questa vettura non inquina più delle moto già in circolazione”. Bel colpo.
Il Nord, che disfatta
È bello sapere che nel momento del bisogno si può contare sull’aiuto dell’altro. Meno bello è apprendere che nel nostro paese conti di questo tipo spesso non tornano. Banalmente truccati da considerazioni tecniche di dubbia lealtà. Sul giornale di oggi si legge che, nell’ambito dell’emergenza rifiuti in Campania, “mentre sul piano delle dichiarazioni di principio l’intesa è molto ampia, […] gran parte del Nord ha dichiarato una non disponibilità tecnica, sostenendo di non avere impianti sufficienti per ospitare i rifiuti” (
Siamo ben oltre alla sindrome Nimby. Siamo alla disfatta della ragione civile, della sua aritmetica elementare. E mentre le balle camminano indisturbate, le eco-balle sono ancora lì maleodoranti. A raccontarci di un’Italia spaccata in due e ancora ben lontana dal potersi dire una nazione.
Le picche di Fioroni
Al tg di ieri sera ho sentito il Ministro Fioroni, non certo un cuor di leone, rispondere picche alla Moratti e alla sua sciagurata circolare che nega l’iscrizione all’asilo ai figli di immigrati senza permesso di soggiorno. E che picche, un’intera scala. Negare l’istruzione è contro le convenzioni Onu, contro
Peccato però. Con l’introduzione del ticket d’ingresso per le auto,
Pronti, via!
Il 10 gennaio mi pare un buon giorno per prendere possesso del mio blog. Grazie caro fratellone!
Ne farò certamente quello che voglio. E che ghiotta occasione! La speranza è solo quella di non pisciare fuori dal vaso..
Ma il vaso dov’è?
4 commentsmarcobassetti.it - 1 gennaio 2008
Il primo gennaio mi pare un buon giorno per iniziare le pubblicazioni su marcobassetti.it
Questo è il mio regalo di natale. Fanne quello che credi caro fratellino.
Carlo
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