Archive for Marzo, 2008
Due Chiese, finalmente
Un documento scritto da un gruppo di studiosi cattolici afferma che la nuova Preghiera per gli ebrei del Venerdì Santo, modificata dal Papa rimodellandola sulla formula dell’antico Missale Romanum, “appare un regresso, pericolosamente prossimo alla teologia della sostituzione di Israele e capace di evocare gli antichi tentativi di conversione”. Tale preghiera, invocando la conversione dei “fratelli maggiori” (“riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini”), non solo è da osteggiare in quanto palese reazione allo spirito del Concilio Vaticano II ma è “da respingere in base alla stretta ortodossia cristiana”. Dal momento della sua divulgazione il documento ha raccolto molte adesioni tra le quali, ad esempio, quelle di Virgilio Melchiorre (filosofo dell’Università Cattolica di Milano) e di padre Ramon Tragan (ex rettore del Pontifico Ateneo di Sant’Anselmo).
Uscita dall’ombra, se non altro mediatica, in cui da troppo tempo era imprigionata, un’importante fetta del mondo cattolico ha trovato finalmente voce per il suo dissenso. Dissenso che, pur colpendo un aspetto solo marginale – per quanto estremamente delicato – della controriforma ratzingeriana, apre un varco al suo interno. E, facendola vacillare, ne mostra l’intrinseca storicità e relatività. L’effetto è un colpo secco assestato, dall’interno, all’integralismo cattolico. Colpo di scena molto più efficace di quello goffamente allestito dal movimento No-Vat. Oggi di Chiese ne esistono due e, con buona pace di quel fanatico omino che farnetica urbi et orbi, solo una di queste è comandata dall’alto.
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www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm: i documenti del Concilio Vaticano II:
Disciplina non ferrea, cementizia
La preside della Scuola elementare Valeri di Padova ha deciso di far costruire un muro per separare l’ingresso degli studenti della scuola elementare da quello degli studenti del corso di italiano e applicazioni professionali rivolto ai ragazzi stranieri. La decisione è stata presa dopo che la settimana scorsa un ragazzo diciottenne cingalese ha fotografato col telefonino un bimbo di seconda.
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Il grande cocomero (1993), regia di Francesca Archibugi
Due sinistre, finalmente
Radiografia urbana
Pare che il tema del progetto Reactive Sparks, ideato dal collettivo Art + Com, sia l’energia, metafora della vitalità umana. Sette dispositivi (Osram Seven Screens, i pannelli rossi della foto) posizionati nei pressi del Mittlerer Ring di Monaco registrano il traffico veicolare della zona e ne misurano in tempo reale l’intensità. Secondo le leggi dell’esposizione fotografica, un’auto che viaggia a velocità sostenuta produce sullo schermo un segno debole e di breve durata; un’auto che procede lentamente produce un segno più intenso e duraturo. Tra questi due poli trovano spazio tutte le possibili condotte. I segni compaiono e scompaiono, guizzano veloci, rallentano, delineano nel tempo una geografia luminosa dei passaggi quotidiani. Battiti muti della strada. Nelle ore di punta i segni si intensificano, quasi a formare un’unica macchia bianca.
Sarà pure perché in questo periodo mi capita, per lavoro, di contare le automobili in transito per mattinate intere, ma questa video-installazione mi provoca una nausea profonda. Io non vedo altro che smog, solitudine, incapacità, paralisi, alienazione. Altro che vitalità: radiografia di una città, e di una civiltà, che viaggiano spedite verso l’autodistruzione.
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