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Archive for Novembre, 2008

Viva la testa!

Vladimir

Mi piace pensare che oggi, 2008, l’Italia non percepisca più l’identità sessuale - come l’America la razza - come un problema, come uno svantaggio o come un fortino da difendere. Ma mi sembra evidente che in realtà siamo ben lontani da questi livelli di apertura e di modernità, che i fatti di solito dicono esattamente il contrario, ci raccontano tutta un’altra storia. Una buia storia di tradizione, dio, patria, famiglia e discriminazione.

Certo è che la vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei famosi ci fa ben sperare. Ci fa capire che il popolo della tv generalista, milioni e milioni di persone che lavorano, votano, scelgono e pensano, non è quella massa di pecoroni che spesso ci raffiguriamo con troppa facilità e supponenza. Non si è trattato certo di un voto, ma di un televoto, cosa ben diversa anche nella scintillante Italia berlusconiana. Ma ieri, per una volta, tra il corpo (il bel corpo della simpatica spagnola) e la testa (la testa pensante e rigorosamente diversa) ha vinto la testa. Ha vinto la differenza, per una volta ha vinto un’Italia diversa.

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DIREZIONE

direzione

Tempo fa scrivemmo (visto il contesto si usi pure il pl. e il pass. rem.), senza farci troppo caso, “Non trovando ragioni per operare in una qualche seppur minima direzione“. La domanda a questo punto è: la direzione può essere minima? Essendo ‘minimo’ il superl. di ‘piccolo’, forse no, dal momento che, in quanto predicato appartenente alla categoria Quantità, non può concordare con un sostantivo che indica “il punto verso cui è rivolto o si muove qcn. o qcs” (De Mauro). Come fa il punto verso cui sono rivolto ad essere minimo? A rileggerla  ora quella frase mi suona un po’ strana e per certi versi risulta certamente scorretta. Però ha qualcosa che funziona. Stando a Wikipedia, in geografia ‘direzione’ è una “semiretta (o una freccia) che parte dall’osservatore e passa per un altro punto”. Rileggendo la situazione in questa prospettiva, tutto diventa più chiaro: gli attori coinvolti nella frase, in quanto osservatori di ciò che li circonda, non trovano in esso ragioni per proiettare semirette direzionate, fossero anche brevissime, verso un qualche punto considerato come obiettivo. Le frecce a loro disposizione, in sostanza, risultano del tutto inadeguate alla situazione, ferme e sbadiglianti nella malconcia faretra verde. leggi avanti Read more

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A fagiolo

fagiolo

Quasi a raccogliere e ad ampliare le questioni emerse negli ultimi tre post (qui, qui e qui), questa sera, ore 20.45 presso il Cinema Multisala MPX via Bomporti 22 Padova, Dall’Albero Azzurro al Doctor House: aspetti psicologici ed educativi della televisione. leggi avanti Read more

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Regresso all’infinito?

Primitivo

Dopo Coca-Cola e tivvù, l’uomo regredisce ad obeso ominide seduto in poltrona, niente più sapiens sapiens ma cocacolans telecomandans. Telecomandante o telecomandato? Ideato dagli studenti dell’Università San Raffaele di Milano nell’ambito del laboratorio di Pubblicità sociale coordidato da Alberto Contri (ex dirigente Rai e presidente della Fondazione Pubblicità Progresso), lo spot Primitivo rilegge il classico schema darwiniano che ripercorre il cammino dell’evoluzione umana e individua nell’invenzione di due artefatti - la marca e la televisione - l’origine della regressione. Meccanicamente, post hoc ergo propter hoc. leggi avanti Read more

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Pura gommalacca

Meo Patacca

Li ho visti! Giuro che li ho visti. Erano in tre, con un fuoristrada, infreddoliti. Un fuoristrada che dall’aspetto sembrava averne viste tante ma proprio tante. Erano in via Anelli, la via del famigerato muro, oggi muta e deserta, abbandonata al proprio grigiore. Degli antichi fasti di via Anelli oggi non rimane infatti più nulla se non la piccola moschea: una minuscola costruzione scrostata e anonima che riconosciamo come moschea solo per via delle scarpe parcheggiate all’ingresso. Uno dei tre, sceso dalla vettura, conversava amabilmente con due tizi barbuti dall’aria tranquilla e con un altro tizio vestito di blu; gli altri, seduti sul sedile posteriore, non trovando ragioni per operare in una qualche seppur minima direzione, sbadigliavano. Sdravaccati, infreddoliti, dentro il fuoristrada. Be’ avete capito, il fuoristrada era verde e quei tre erano dei militari, tre dei 45 militari in servizio d’ordine a Padova. Come direbbe l’ingegner Cane, cifre che fanno girare la testa. leggi avanti Read more

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Fra quattro mura

La classe

Esiste solo una cosa peggio del dibattito dopo il film, la spiegazione prima. Questa non è mancata alla proiezione di ieri e, considerata l’occasione, la cosa mi ha fatto un po’ sorridere. Ad ogni modo se non si è visto il film La classe, il consiglio è di andarlo a vedere presto ma di NON leggere avanti Read more

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Ciao papà, ha vinto Obamà!

 Obam-à

Dopo quasi una settimana dall’evento, non riesco ancora a pensare ad altro. Ad altro di sufficientemente intelligente per scriverci un post.

Il 4 novembre, il giorno dell’epocale verdetto, sul blog di Kanye West (cioè qui) è comparso un post dal titolo, in puro stile rap, “Hi mom, Obama won!”. La mamma del rapper è morta qualche mese fa per un caso di malasanità.

Ieri invece era la Giornata per la ricerca sul cancro.

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Effetto Obama

“Il mondo intero, in questi ultimi mesi, è cambiato. Dal movimento degli studenti all’elezione di Obama. Sul versante politico, il Pd è oggi un interlocutore fondamentale per il cambiamento possibile. […] Non siamo mica dei notai, chiamati a certificare gli sbandamenti e la “purezza” del Pd. Io credo che dobbiamo provare a spostare a sinistra l’asse del partito di Veltroni” (Nichi Vendola, oggi su la Repubblica a p. 25). leggi avanti Read more

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Change has come

Obama

Barack Hussein Obama è il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America. Si tratta di un evento che raccoglie in sè un cambiamento epocale: oggi, 2008, l’America non percepisce più la razza come un problema, come uno svantaggio o come un fortino da difendere. Gli States sono nati secoli fa con questo sogno, uno delle grandi istanze inevase della Modernità, e solo oggi esso ha trovato la sua realizzazione più piena. Obama presidente è il sogno, diventato realtà, di milioni di persone che credono che l’uguaglianza sia il fondamento della civiltà. Quell’uguaglianza per cui non esistono diversità ma solo differenze.

Non avrà vita facile. Tutto il mondo ora ha gli occhi puntati su di lui e parti considerevoli di esso sembrano andare nella direzione opposta. La prima, colossale impresa l’ha già portata a termine, con talento, con serietà, con caparbietà, con gioia. Ma non è che la prima. Le premesse per fare bene ci sono tutte, Obama saprà stupirci. Sono fiducioso, amabo Obama. Il mondo lo amerà.

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Yes we change!

 LogobamaLogobamaLogobamaLogobama

Il razzismo ha radici profonde, il terrore del contagio si annida con facilità nei nostri corpi e li rende duri, impermeabili. Schiere di anime pie, abbagliate da deliri religiosi e educate all’odio contro il diverso, hanno compiuto nei secoli le azioni più truci. “Quando Noè si fu svegliato dal vino, venne a sapere quello che gli aveva fatto il suo figlio minore e disse: «Maledetto sia Canaan, il figlio di Cam! Sarà l’infimo servo dei suoi fratelli!»(Genesi 9, 24). Questo passo viene citato in Mississipi Burning come legittimazione (mandata a memoria dai membri integralisti della comunità WASP attorno a cui ruota il film) della schiavitù, dell’odio bianco verso i neri d’America, dell’odio razziale che è in primo luogo odio tra fratelli: in illo tempore la colpa del padre ricadde sul figlio e da allora impregna il suo sangue, la sua pelle, quella dei suoi discendenti, e così per l’eternità. Oggi 2008 per alcuni è ancora così: “Se Barack Obama venisse eletto la nostra gente diventerebbe completamente pazza. Non è immaginabile che la nazione più potente del mondo, la guida dell’Occidente, possa essere governata da un afroamericano” (Don Black, leader del KKK negli anni Settanta, fondatore dello Stormfront, il più grande movimento del “potere bianco” oggi in attività). leggi avanti Read more

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