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Archive for Marzo, 2009

EX

Ex

Persona, luogo, stato, ecc. “che non ricopre più un ruolo, una funzione, che non si trova più in una determinata situazione” (De Mauro). Mannaggia, che peccato, un po’ dispiace sempre. Una volta, ah una volta come era tutto diverso. Gli ex, in un’epoca come la nostra, si sprecano. Si moltiplicano, si riciclano e si affastellano. I miei ex, gli ex presidenti, gli ex comunisti, le ex acciaierie, l’ex istituto don Bosco. Hanno una funzione, poi non ce l’hanno più e allora ci si guarda intorno per vedere che fare. Che fare? Mah, forse non è poi tutto da buttare, forse c’è ancora qualcosa da fare. Però occorre rispetto. La vita va avanti, nonostante tutte le umane resistenze va avanti. E non ci sono cazzi. Certo, però, che occorre rispetto: rispetto della memoria, ecc. Tutti gli ex, del resto, stanno a ricordarci come eravamo e come mai più non saremo. L’inesorabile forza del tempo e non ci sono cazzi. Come eravamo? leggi avanti Read more

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Standing ovation

21 Marzo, Assemblea nazionale dei Circoli del Pd. Prende la parola Debora Serracchiani, giovane democratica di un circolo di Udine. Lucida, coraggiosa, semplice, spiritosa, intelligente e bella, è già stata nominata sosia di Amélie. Basta cliccare sull’immagine qui sopra per ascoltarla e per capire che il Pd è un partito migliore di chi lo governa. Che la base è più viva dell’altezza.

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“Fare il premier mi fa schifo”

qua la mano

“Lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato. ” Benissimo! Anche a noi, gentile Presidente, ci fa decisamente schifo. Ci fa schifo quello che fa e ci fa schifo essere governati da un uomo a cui fa schifo quello che fa. Anche noi siamo disperati, Lei neanche immagina quanto. Possiamo dunque venirci incontro, trovare un accordo, qua la mano.

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Irresistibile Poli-fonia

Paolo Poli

Fin dove arrivi la magistrale minuzia di Goffredo Parise e dove cominci l’impietosa leggerezza di Paolo Poli non so dirlo. Del resto sarebbe un po’ come chiedersi se è più pazzo il pazzo o il pazzo che lo segue. So però con certezza che l’incontro tra i due poeti non poteva che essere tra i più azzeccati. I Sillabari, visti la scorsa settimana al Teatro di Bolzano, hanno squadernato davanti ai miei occhi un colorato catalogo di personaggi, un po’ come un vecchio album di fotografie, rappresentanti di una piccola umanità ripiegata sulle proprie manie. Fotografie impolverate, certo (quella rappresentata è l’Italia schiacciata tra fascismo e boom economico), ma non troppo: fotografie ad alta, spietata, definizione. leggi avanti Read more

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La ballata di J. H. Apjohn (reprise)

tergi

Mi hanno rubato le spazzole dei tergicristalli. Tutte e due, conducente e passeggero. A me che l’auto la uso una volta al mese, troppo facile, infami. Una volta al mese se è tanto, infami. Infami la prima volta, che dire della seconda? Coglione io.

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Scrivere e scrivere

cuneiforme

Scrivere per ricordare e vivere. Scrivere per ricordarsi di vivere.

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But Eden is burning

Changin

Radiodue, distrattamente accesa mentre mangiavo la mia succosa insalata, ieri sera mi ha dilaniato con un sol colpo: Changing of the guards. Per chi scrive una delle più grandi canzoni di Dylan, ergo una delle canzoni più grandi della storia della musica pop in assoluto. Perchè di questo stiamo parlando, di assoluto. Se vi state chiedendo - e so che ve lo state chiedendo - se il pesce che gira sul piatto è ancora vivo, la risposta è: certo, è un classico e rinasce ogni giorno. leggi avanti Read more

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Il vuoto non ha colore

vuoto

“Mi sembra un vuoto quantico, con particelle e antiparticelle che si creano, ma alla fine rimane sempre uno spazio vuoto”. Queste parole sono del Sindaco di Padova, Flavio Zanonato. Le particelle rappresentano i leghisti con le loro inguardabili ronde, le anti-particelle rappresentano i no-global con le loro paradossali anti-ronde. Gli uni e gli altri hanno inciso in qualche modo sull’argomento sicurezza? Hanno portato un qualche contributo al tema integrazione? No, hanno sommato chiasso a chiasso e violenza a violenza, e la somma ha prodotto il vuoto. Azzerando lo spazio per il dialogo.

In questi giorni su Facebook gira la fotografia di un muro che porta questa scritta: “Immigrati X favore non lasciateci soli con gli italiani”.

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