Archive for Aprile, 2009
Lontano
E’ passato un anno dalla morte di mio papà. Già o appena, non saprei dirlo: il tempo dell’attesa, o dell’abbandono, si protrae all’infinito, liquefatto sotto il peso della necessità, spalmato sulla superficie del mondo. Del mio mondo, come una patina densa, opaca, che tutto avvolge e attraverso la quale non si scorge nulla. Nulla di definito, nè di definitivo. Vincerebbe l’indolenza, potentissima, i tempi di certo non aiutano…
Ma la morte mi ha anche indurito. Le mie mani, i miei occhi si sono fatti più duri, forse più adulti. Si sono abituati alla vista insostenibile del vuoto e tuttavia non si rassegnano. Vanno alla ricerca di un’increspatura sull’acqua, di un forellino nel muro. E ricordano sempre le parole che mi ha lasciato: “Sta attento alle mie parole, porgi orecchio ai miei insegnamenti, non li perdere mai di vista, ma conservali nel tuo cuore, perchè son vita per chi li accoglie e salute per tutto il suo corpo. Più di tutto veglia sul tuo cuore, perchè da quello sgorga la vita”.
No commentsLa dittatura della parola
In questi giorni, in cui questo blog è rimasto ad osservare attonito ed incapace di parlare, è successo un po’ di tutto. La forza per riprendere il discorso me la fornisce l’appello di Antonio Tabucchi, dal quale mi sento chiamato direttamente in causa (sì, sono entrato anch’io a far parte della casta dei giornalisti). Il clima è pesante, la libertà di informazione è drammaticamente sotto assedio, minacciata da un sistema a dir poco squilibrato, palesemente in contrasto rispetto agli standard minimi della democrazia: “Ci sono varie forme di dittatura - dice Tabucchi - in Italia è in atto una dittatura della parola”. I fatti di questi giorni, la squallida baruffa che è seguita alla puntata di Annozero sul terremoto in Abruzzo ma anche le nomine Rai fatte direttamente a casa Berlusconi, non sono che l’ennesima, smaccata, conferma di un’anomalia grande come una casa: l’opinione pubblica tenuta in pugno dalla maggioranza di governo. Alla faccia dei principi liberali. leggi avanti Read more
Non è un pesce
Uno tizio cerca una sala per esporre le proprie fotografie e condivederle con gli amici. Ne trova una bella, elegante, ben ammobiliata e gratis. Con una condizione: il nome del locatore, proprietario d’azienda, deve rimanere ben in vista all’ingresso. Benissimo, ci mancherebbe. Il tizio accetta, trasporta con fatica tutte le sue fotografie e le dispone con cura all’interno della nuovo spazio. Ma non appena ha completato l’opera di allestimento e sono arrivati i primi visitatori, si sente ammonire dal locatore: “O paghi oppure ti riporti via tutte le tue foto”. Pochi euri all’anno eh, ci mancherebbe, non è mica un ladro, è una persona per bene lui, un imprenditore di prestigio, un filantropo, non si creda mica che… No, ci mancherebbe, come è umano lei. leggi avanti Read more






