Archive for Maggio, 2009
Pubblicità anticiclica
La Gant sembra avere le idee chiare sulla fase recessiva che sta vivendo l’economia globale: presto avremo l’acqua alla gola. Riguardo alle vie possibili per uscire da questo clorato pantano, però, nessuna idea. Mascella preoccupata, mano ciondolante, sguardo assente dietro a quelle lenti troppo spesse per poter scorgere il tappo. Pubblicità che, in un momento di debolezza, svela l’epilogo della gloriosa epopea del capitalismo sfrenato?
Non so. La pubblicità cartacea non ha colonna sonora, ma io, guardando l’immagine qui sopra, sento la Cavalcata delle Valchirie, trasformate per l’occasione in viscidi animali anfibi. Sarò suonato ma, posso assicurarlo, non è affatto una bella sensazione.
5 commentsSiamo un popolo diverso
Fino a pochi anni fa assumere pubblicamente atteggiamenti razzisti era una delle peggiori colpe, sanzionata socialmente, di cui un un uomo poteva macchiarsi. Non si poteva dire che il razzismo in Italia non esistesse, però era confinato - se non altro dal ‘45 in poi - entro misere sacche di emarginazione ed entro i margini ristretti di piccoli episodi privati che, pur nella loro gravità, difficilmente trovavano la forza per alzare la testa e per mostrare il loro vero volto. Chi era razzista agiva nell’ombra, in ufficio come al supermercato, per paura del risentimento sociale, pronto a marcare la linea di confine tra cosa è accettabile e cosa no. leggi avanti Read more
L’ultima zampata
L’ultima zampata, la trentatreesima. Trentatre come gli anni di Cristo, trentatre come il numero di casacca di Kareem Abdul-Jabbar. L’amor sacro e l’amor profano, l’alto (7′2”) e l’altissimo, il Figlio dell’uomo e il figlio del cielo, l’Emmanuele e l’inventore dello sky hook. L’ultimo gancio del bardo di Duluth squarcia il cielo per conficcarsi dritto dentro il cuore. L’amore secondo Bob Dylan: Togheter trough life. Eh sì, è proprio lui, il vecchio Walt. leggi avanti Read more
Non basta la fibra
Adolescenza tradita, parte III. Ultimo capitolo, speriamo, della trilogia della disfatta. Disfatta della cultura, sempre lei poveretta. Una decina di anni fa il giovedì, me lo ricordo come se fosse ieri, si tornava da scuola e - tac - sul tavolo del soggiorno ci trovavamo, splendido splendente, l’ultimo numero di Musica!: inserto di Repubblica ben fatto e ben curato, colorato, colto e gratis. Musica per le mie orecchie e per tanti altri giovani che, come me, si trovavano imprigionati negli inspiegabili anni Novanta. Il direttore di quel piccolo capolavoro di pubblicistica pop era il compianto (non è morto, ma che fine ha fatto?) Enrico Sisti, uno che sprizzava gusto e cultura musicale da tutti i pori, esagerando un po’, uno dei maestri della mia educazione sentimentale. Educazione interrotta: un brutto giorno di pioggia, per via di una spregiudicata operazione editoriale, Musica! fu trasformato in XL: superficiale, patinato, colmo di pubblicità, modaiolo, al costo di 2 euro e 50. Il colpo fu tremendo. Sisti fuori dai giochi e qualità, a esser buoni, dimezzata. leggi avanti Read more
Autofagico

Mentre il Giro d’Italia passava sotto casa mia, ho notato che poco più avanti, all’inizio di via Umberto I, è sorto un comitato elettorale dell’Udc. Niente di eccezionale, in effetti, se non che da tempo gira per Padova un delirante manifesto elettorale che promuove la candidatura a Presidente della Provincia di Antonio De Poli (deputato, portavoce nazionale del partito e segretario regionale, oggi arrivato a 48 ma già “46enne enfant prodige della politica veneta” ) e ora mi tocca la fortuna di avercelo proprio sotto casa. Il manifesto, come puoi vedere qui sopra, ha lo stesso simpaticissimo effetto della scritta “Scemo chi legge”. Come si fa infatti a non scoppiare in una fragorosa risata leggendo “meno propaganda” su un manifesto di propaganda elettorale?
Vorrei avere il piacere di incontrare lo spin doctor che ha permesso tutto questo, soltanto per stringergli la mano.
4 commentsVittime entrambi
L’incontro tra Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calbresi, e Licia Rognini, vedova del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, costituisce un evento storico. Calabresi e Pinelli riconosciuti per la prima volta dallo Stato entrambi come vittime del terrorismo. Il compimento di una delle vicende più drammatiche della storia d’Italia, racchiuso in un’istantanea epocale. Un compimento soltanto simbolico, si dirà. Certo, ma necessario per ricominciare a riannodare i fili della memoria nazionale intorno ad un’epoca a noi vicinissima. Un’epoca che - lo ha affermato pubblicamente lo stesso Presidente Napolitano - non ha ancora trovato verità.
Un piccolo passo per un presidente, un enorme passo per l’Italia. E per quella geniale generazione, cresciuta coltivando un sogno folle di libertà, di cui ha fatto parte anche mio padre. Con lucidissimo orgoglio. E “Ora sulle stragi lo Stato apra i suoi armadi”, questo l’invito della vedova Calabresi. E’ ora.
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