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E’ una questione molare

denti

Ancora PD nella bufera. Dopo Campania, Basilicata, Firenze e Abruzzo, oggi ancora Napoli: “Arrestati due assessori PD“. Ed è disfatta morale e politica, scoramento, sfiducia generalizzata e rabbia. La sconfitta in Abruzzo è cocente, il segnale è netto e preciso. Le risposte dei dirigenti, per quanto al solito serie e responsabili, non possono che suonare vuote, francamente irritanti: “Faremo una discussione seria e importante per un’ulteriore fase di innovazione politica, per rispondere con una lettura non politicista al profondo malessere che il voto in Abruzzo ci ha mostrato”. Innovazione politica come le insulse “primarie di coalizione” di Firenze? leggi avanti

Bisognerà attendere, è ovvio, i risultati delle inchieste. Ma non possiamo semplicemente aspettare. Perchè è innegabile: “Scricchiolano entrambi gli elementi della coppia con cui il Pd presentò la sua novità: la moralità pubblica, l’innovazione politica”. Bisogna rilanciare la nuova costruzione, costruire dal basso su quei due pilastri (moralità e innovazione) che non possono che cosituire il dna del partito. Una costruzione autonoma che faccia affidamento sulle forze del territorio, sull’operosità e la capacità di milioni di democratici che lavorano nel quotidiano facendo rete, nei quartieri, nelle scuole, negli enti locali. Una costruzione radicata e aperta, modello Chiamparino, lontana dalle ataviche beghe romane e vicina alle istanze (di sviluppo, di equità, di società) che emergono dal territorio. Una costruzione lenta ma perentoria che prova a guardare lontano, astenendosi dal pronunciare, per timore di perdere, per pura sete di potere, nomi impronunciabili quali Di Pietro o Casini. E’ il momento di stringere i denti, è una questione molare.

  • Uno che, oltre a Chiamparino, ha le idee chiare sul futuro della sinistra riformista nel nostro paese è senza dubbio Renato Soru. Io sogno una sinistra come questa - qui, seria, intelligente, responsabile e asciutta: “Mi è sembrato finalmente di aver visto un leader“.
  • Credo, e spero, che questo post sia ironico.
  • Qui un’efficace sintesi di Marta Meo.
  • Francamente non capisco cosa ci sia di giovanilistico, di elitario e di fighetto in tutto questo.

6 Comments so far

  1. masaccio Dicembre 17th, 2008 12:51 pm

    Di giovanilistico c’è l’insostenibile campagna per il ricambio generazionale portata avanti da Sofri, Scalfarotto, iQuattroGatti e compagnia bella, che fa dell’età un criterio di merito prioritario, cosa dal più punto di vista razionalmente indifendibile.

    Di elitario c’è il post di Sofri, che proponeva ironicamente un’altra alleanza con Di Pietro per dire che in realtà non bisogna farne più. Insomma, se quei cattivoni degli elettori hanno votato qualcun altro è perché gliene abbia la possibilità. Ma siccome noi sappiamo che sbagliano, meglio tornare a ricattarli. Mica capiscono, loro, cos’è meglio. Mica siamo noi Grandi Dirigenti a dover imparare qualcosa dal voto.

    Di fighetto c’è credere che la differenza tra un politico moderno e uno antico sia la conoscenza di Facebook.

    Di patetico c’è il post di Marta Meo, che accusa tutti tranne chi comanda. Come ai tempi del Duce, il capo non si discute, se sbaglia vuol dire che è stato mal consigliato o che non gli hanno lasciato fare come voleva. E la colpa, si sa, è sempre di D’Alema. O di Marini. Come se i ggggiovani Francheschini o Fioroni fossero meglio. Come se Chiamparino non fosse un veteroburocrate del Pci esattamente come Veltroni.´
    Veramente, trovo patetico lamentarsi di una gestione del partito che non è MAI stata apertamente contestata. Vi impongono le nomine alla costituente e voi tutti zitti. Poi coerentemente i nominati decidono, e ora tutti si stracciano le vesti. Chiedete un congresso, delle primarie, qualcosa, e opponetevi finalmente al vertice che non vi piace. Altrimenti fate la figura dei bambini capricciosi che pestano i piedi per terra…

  2. marcoba Dicembre 18th, 2008 8:30 am

    certo non basta essere giovani per fare della buona politica e l’equazione nuove facce = nuove idee spesso è solo illusoria. ma il ricambio generazionale è una priorità politica per un partito che vuole davvero investire nel futuro, pensare agli altri oltre che a se stessi, pensare al domani. giovane in politica è anche chi si dedica ad essa dopo un periodo, più o meno lungo, passato a lavorare in altri campi. vecchio in politica è anche chi si dedica ad essa da sempre con la sicurezza di chi non ha mai messo il naso fuori dal palazzo. molti giovani politici che conoso sono ultracinquantenni.

    non ha senso tornare ad un’alleanza con Di Pietro. il PD ha bisogno di guardare al suo interno, per capire cosa è e dove vuole andare. questo dicono gli elettori ed è bene ascoltarli. c’è bisogno di progetto, apertura, radicamento e non di alleanze vecchie o nuove.

    la conoscenza dei nuovi media è fondamentale per uno che fa politica nel 2008. ma questa conoscenza da sola non fa di un politico un politico moderno. Obama non è moderno perchè usa Facebook. non credo ci sia uno al mondo che sostenga la posizione fighetta che molto astutamente mi/ci attribuisici.

    quello che faremo e come lo faremo è affar nostro. faccio un po’ fatica ad accettare lezioni di democrazia da uno che ha come modello il congresso di Chianciano. noi saremo pure patetici ma what about you? è curioso il tuo ossessivo interesse verso il PD e la nostra area. forse ti mancano notizie sul tuo partito e la tua area? non pervenute?

  3. masaccio Dicembre 18th, 2008 10:15 am

    Quindi, per dire, vuoi dare un bel calcio nel sedere a Veltroni e Chiamparino?

    Che gli elettori, votando Di Pietro, abbiano voluto dire che non bisogna più fare alleanze con Di Pietro, è una tesi che mi sembra difficile argomentare razionalmente. Ma sono pronto a imparare.

    Su quelli-che-cambieranno-il-mondo-con-Facebook consiglio di leggere http://www.leftwing.it/politica/177/ricambio-generazionale-e-fighismo-percepito e http://quadernino.wordpress.com/tag/fighismo-percepito/

    Neanche per il cazzo è affar tuo. Finché ne parli in pubblico e linkando me, ti rispondo in pubblico. Altrimenti parlatene in riunioni riservate, se non volete confrontarvi all’esterno.
    Il congresso di Chianciano sarà stato meno telegenico, ma ognuno ha potuto votare una linea politica, un segretario che la portasse avanti e dei rappresentanti nel Comitato politico nazionale. Cosa che, come tu e Marta Meo mi avete raccontato, non è successa nel Pd, dove tutta la dirigenza è stata nominata dall’alto. Non puoi prima lamentarti che il Pd non è democratico e poi innervosirti se qualcuno dall’esterno ti dà ragione.
    Il mio interesse verso il Pd è legato soprattutto alla “vostra area”, hai ragione, cioè a quelli che da un anno si lamentano della scorsa rispondenza del Pd alle proprie promesse. Sono curioso di vedere dove volete andare a parare.

  4. marcoba Dicembre 18th, 2008 12:05 pm

    riguardo a Veltroni, sono convinto che non sia lui il problema ma che, per lassisimo, finisca per esser connivente con esso. siamo in una fase critica in cui il lassismo ci può portare verso il baratro, c’è bisogno di una scossa, di una discontinuità, di una svolta concreta e lineare. inizio a pensare che Veltroni, pur nella sua onestà e intelligenza, non possa essere la persona più adatta per tagliare i ponti col passato e per rilanciare il partito. riguardo a Chiamparino e Soru, invece, sono convinto che siano in diversa maniera la chiara dimostrazione che la soluzione alla crisi possa incarnarsi in maniera semplice, efficace e trasparente nel lavoro quotidiano sul territorio come emanazione del territorio stesso.

    quanto a noi, alla fine ci iscriveremo tutti al partito di Ferrero e Grassi al fine di perseguire la moralizzazione comunista dell’Italia e del mondo intero.

  5. carlo b. Dicembre 23rd, 2008 11:45 pm

    due veloci cosa:

    1. Ferrero vende Liberazione e Sansonetti verrà fatto fuori, non più in quanto troppo poco ortodosso, ma in quanto direttore di giornale in perdita. E’ il mercato baby.

    2. La foto del post è stupenda. Anche il mio piccolo Giulio fa così con la sua mamma e il suo papà

  6. www.marcobassetti.it » Un sogno calpestato Febbraio 20th, 2009 10:39 am

    […] vecchia scuola. Ma ora, prima che le macerie del vecchio mondo ci seppelliscano, è necessario voltare pagina. Alziamo la testa, apriamo le porte, rimbocchiamoci le maniche. Non cerchiamo nomi, quelli […]

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