Il sogno rapinato
“Il Pd è il sogno della mia vita ma non sono riuscito a farlo avanzare, mi scuso e per questo lascio”. Certamente, se non altro per chi scrive, un gran signore. Un gran signore anche nel momento più drammatico della sua lunga carriera politica. leggi avanti
Ma, purtroppo, essere un gran signore non basta. Non basta per raccogliere consenso in un “paese impazzito”, ripiegato su se stesso, sulle proprie paure, aggrappato ai propri dogmi, imbambolato davanti ai trucchi di un ciarlatano col cerone. Non è bastato ad arginare le lotte intestine vecchie e nuove, ad azzerare i protagonismi, a cancellare la sete di potere di taluni, ad amalgamare le diverse anime del partito in un progetto condiviso e forte, a radicare sul territorio quella proposta concreta di riformismo di cui una buona fetta del Paese sente il bisogno. Le innovazioni ci sono state (sistema delle Primarie, rottura con le ali, chiusura col classismo, apertura alla società civile, uso dei nuovi media, Governo ombra, estetica di Spello) ma non hanno prodotto quello scarto necessario per creare e diffondere tra le persone una nuova cultura, per dare all’agire di milioni di persone una nuova grammatica. Il sogno democratico, in definitiva, non ha ricevuto sotto la guida di Veltroni sufficiente sostanza ed anzi è stato non di rado rapinato da filibustieri di ogni sorte.
Il problema però non è Veltroni. Il problema è più profondo e ramificato. Veltroni è stato, nel bene e nel male, un anello di congiunzione tra vecchio e nuovo, l’ultimo nobile epigono della vecchia scuola. Ma ora, prima che le macerie del vecchio mondo ci seppelliscano, è necessario voltare pagina. Alziamo la testa, apriamo le porte, rimbocchiamoci le maniche. Non cerchiamo nomi, quelli verranno, non cerchiammo alleanze. Costruiamo un orizzonte di azione in cui potersi riconoscere, di azione quotidiana, un orizzonte ampio di partecipazione.
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- Qui il video della conferenza stampa.
- Come è possibile anche solo pensare di tornare alla vecchia separazione Ds-Margherita?
- Qui, qui e qui l’appello Non torniamo indietro lanciato da Federica Mogherini.
- Aderisco alla “piattaforma elettorale” dell’amico Dario a patto che venga inserito come prioritario il tema SCUOLA, UNIVERSITà, RICERCA.
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Sono abbastanza d’accordo. Non si pensi, con le dimissioni di Veltroni di risolvere i problemi.
Ma contemporaneamente si deve dire che il segretario deve assumersi la responsabilità di aver perse (male, molto male) tre elezioni su tre (il trentino alto adige non lo considero, è una cosa a parte)
Penso che il contenuto di questo post sia piuttosto emblematico del veltronismo e del suo, prevedibile e previsto, fallimento.
Fondare un partito sull’idea del “nuovo” in contrapposizione al “vecchio”, nella più totale assenza di contenuti politici. Spacciare per “innovazioni” la “rottura con le ali” (cioè la rinuncia all’alleanza con la sinistra ma allo stesso tempo l’alleanza strategica con Di Pietro) e “l’apertura alla società civile” (quando si sono rotti i rapporti perfino con la Cgil). Cercare di far trionfare il virtuale del “partito leggero” basato sull’onnipotenza mistica del leader per diritto divino sul reale degli iscritti e dei militanti privati di ogni possibilità di determinare la linea politica comune.
Un susseguirsi di nulla su nulla che è culminato nella manifestazione della scorsa settimana sul caso Englaro, a cui ho partecipato: l’assurdo di un partito che organizza una manifestazione perché sente il dovere di farlo, tanta è l’indignazione provata dalla propria base di fronte all’incivile crudeltà di chi ci governa, ma allo stesso tempo non ha un’idea, una proposta, un contenuto da avanzare, perché su quella questione non ha una posizione, e si riduce a mandare sul palco Scalfaro a raccontare aneddoti sulla Costituente. Il nuovo che avanza.
Un partito è un insieme di persone che condividono principi, obiettivi e metodi per realizzarli. Trovateli, poi ne riparliamo…
Grazie dell’apprezzamento. E quello scuola università e ricerca è solo una dimenticanza che sistemerò subito. Son dei temi talmente importanti che li davo per scontati
personalmente, più che un gran signore, ho sempre considerato Veltroni un’assoluta nullità. La cosa davvero triste è che la sinistra italiana sia talmente in crisi da mettersi nelle sue mani.
grazie per l’ospitalità e saluti
KVX
@ lussu le dimissioni, ovvio, non risolvono i problemi, ma anzi aprono una fase, delicatissima, di crisi e, spero, di riflessione ampia e articolata. il Segretario ha preso atto delle cocenti sconfitte e, prendensosi tutte le sue responsabilità (”non sono riuscito a far avanzare il sogno del Pd e mi scuso”), ha deciso, a mio avviso in maniera ineccepibile, di dimettersi. chi perde, come ovunque accade, va a casa, no? se non l’avesse fatto voi sareste qui a raccontarmi dei “politici attaccati alla poltrona”, della “casta”, ecc ecc.
@ masaccio riconoscere che il vecchio è vecchio e interrogarsi su perchè lo è per me è già molto. da qui, poi, provare e impegnarsi a costruire qualcosa di nuovo mi pare necessario. su alcuni degli errori che elenchi (alleanza con Di Pietro, partito virtuale, deriva verticistica) mi trovi d’accordo e l’ho sottolineato in più occasioni. quanto al resto: “mandare sul palco Scalfaro a raccontare aneddoti sulla Costituente” mi è sembrato un gesto dall’altissimo valore simbolico oltre che politico; sulla questione fine vita la posizione della maggioranza del partito è vicina al Ddl Marino che è, ad oggi, l’unico disegno di legge presentato in Parlamento che contempla l’ipotesi di testamento biologico. principi, obiettivi e metodi? per te che ce li hai già lì belli e pronti sul comodino parrà strano, ma li stiamo cercando, discutendo e sperimentando.
@ Dario nella piattaforma che vorrei, scuola, università e ricerca dovrebbere occupare in assoluto il primo posto. io nelle scuole ci lavoro e le università le ho frequentate e posso dire: senza investimenti in questo campo l’Italia non ha alcun futuro. come poter costruire un paese multietnico e ospitale, felice, onesto e laborioso, aperto al futuro e pronto per le nuove sfide, senza dare soldi, spazi e strumenti all’istruzione e alla ricerca? senza ripensare l’istruzione come cardine della società?
@ KVDAX che la sinistra sia in crisi è fuori discussione. e l’idea di “mettersi nelle mani di” sta proprio al principio di questa crisi. io non mi metto nelle mani di nessuno, la crisi del Pd, della sinistra e, in generale, della politica è mia responsabilità. la sinistra deve iniziare a ripensarsi, e ad agire, nella società civile, nella vita quotidiana, al di fuori dei margini ristretti della politica come professione. dobbiamo tornare a parlare, e ad agire, alla prima persona (meglio se plurale). non dobbiamo delegare i nostri compiti e le nostre responsabilità a terzi, non dobbiamo abbandonarci nella mani del politico di turno nell’attesa (e nella pretesa) che questi, poveraccio, riesca con le proprie mani a trasformare una società stanca e arretrata. la “nullità” di Veltroni è in qualche modo figlia di questi tempi, di questa crisi profonda che spoglia la politica delle sue funzioni fondamentali, di questo abbandono da parte delle persone della sfera pubblica. grazie a te KVDAX (non riesco ad accedere al tuo blog perchè l’antivirus rileva “Dangers of Web-based Threats”) per l’accurata riflessione, tornaci a trovare.
” se non l’avesse fatto voi sareste qui a raccontarmi dei “politici attaccati alla poltrona”, della “casta”, ecc ecc. ”
voi chi? io credo che veltroni abbia fatto bene: ha sbagliato, e se ne doveva andare prima, per il bene del partito. avere fiducia eccessiva in veltroni si è dimostrato un errore. dovrai ammetterlo. era chiaro fin dopo le elezioni poltiche il suo fallimento, ma si è fatto finta di niente, spostando l’attenzione sulla debacle della sinistra arcobaleno.
ora, se fossi un militante del pd cercherei di cogliere la palla al balzo per creare un vero rinnovamento della classe dirigente. perchè abbiamo visto che con la vecchia non si va da nessuna parte.
ciao marco, è la prima volta che scrivo, quindi complimenti per lo spazio di dibatti che stai portando avanti.
doveroso l’appello a rimboccarsi le maniche, marco. ma non capisco una cosa. non si andrà alle primarie prima di ottobre e stiamo ancora a piangerci addosso che veltroni si è dimesso? veltroni ha perso, punto. bravo per essersi sacrificato per un nuovo progetto politico, anzi, finora un contenitore mezzo vuoto, dato che non è molto chiaro CHE COSA abbia proposto il PD su temi chiave come conflitto d’interessi (non va più moda? malissimo) sicurezza, salute, lavoro. Bravo che dà il buon esempio, ma in tempi in cui un presidente che corrompe un avvocato che va in carcere per aver accettato 600 mila dollari e il presidente la scampa, su questo noi, nuova generazione di persone che si devono rimboccare le maniche, dovremmo ricominciare la battaglia e la comunicazione dal basso, coinvolgere con l’attivismo le persone chiuse nella loro disinformazione, e apatica partecipazione tanto da sfuggire ai sondaggi. mills è stata la vera notizia bomba del giorno, a mio parere, non l’abbandono di veltroni. veltroni se ne va e degli sciacalli stavano per proporre la loro candidatura! allora sii ancora più cattivo con la sinistra e le sue vecchie cariatidi. attaccale con più fermezza, invece di accollarti tutte le responsabilità e soprattutto proponi subito delle facce e idee giovani, dei ragazzi (che come te, marco) hanno fame di dare nuove risposte politiche. e sanno quali dare. veltroni invece se ne va dopo che il pd della speculazione edilizia sarda ha spinto alle dimissioni un’amministrazione soru quasi impeccabile, e non dopo il friuli e l’abruzzo. perché? se veltroni se ne va e poi restano seduti sulle loro sedie i vecchi dirigenti, questo è il vero problema. il problema non è il suo addio, ma la classe dirigente di sinistra che in questi anni non ce l’ha fatta a rimanere al vertice perché non ha saputo combattere la cultura egemone di destra, creata a partire dagli anni ottanta e veicolata dalle tv commerciali. qual è stata l’alternativa culturale? l’antitesi o la fotocopia della tesi di destra. non una cosa “altra”.
portare nuove idee perché spazio da riempire ce n’è e su temi che possono coinvolgere non solo l’elettore di sinistra, ma temi trasversali: come soprattutto la povertà e i diritti fondamentali della persona. la società è diversa. così com’è oggi ci impone di rispondere al diritto delle coppie di fatto e alle coppie gay di essere riconosciute. e parlare ai giovani delle nuove leggi su internet che sta preparando il governo per profilare, schedare e monitorare tutti gli utenti internet! questo anche va detto.
invece in tutto questo sono mancate le primarie, subito. quei tre milioni di elettori che lo hanno votato nelle ultime primarie, penseranno - io almeno la penso così e trovo molti consensi - che fino ad ottobre la vecchia classe dirigente non farà altro che riorganizzarsi per riproporsi, lasciando i ragazzi a scrivere dai blog e giocare ai videogames. è vero che ci vuole tempo per riorganizzare CHE COSA dire agli elettori, ma mi sembra che il problema finora è stato che cosa NON dire, per non fare incazzare il correntone interno al pd di turno. come al solito, prevalgono i gruppi d’interesse e non la rappresentanza di chi ha sete di riforme chiare e secche.
Fabio benvenuto e grazie per i complimenti. io credo che la decisione compatta dell’Assemblea (1.047 su 1.258 votanti non è poco) di eleggere subito un segretario sia stata corretta. l’organizzazione delle primarie avrebbe richiesto molto tempo (oltre che molti soldi), un tempo troppo lungo di standby nel quale sarebbe potuto succedere di tutto. le primarie, considerata la situazione, avrebbero poi sfaldato ulteriormente il partito, dando forza a protagonismi, divisioni e correnti. c’è da dire infine che è del tutto legittimo che il Segretario sia scelto dall’Assemblea (più o meno come viene in Usa), laddove invece le primarie risultano strumento necessario nella scelta locale dei candidati da presentare alle elezioni.
resta comunque il fatto che il problema vero, enorme del Pd non è (o almeno non è solo) la leadership centrale ma il radicamento territoriale del partito.
“quei tre milioni di elettori che lo hanno votato nelle ultime primarie, penseranno che fino ad ottobre la vecchia classe dirigente non farà altro che riorganizzarsi per riproporsi, lasciando i ragazzi a scrivere dai blog e giocare ai videogames”. questo non dovrà accadere e non accadrà se i ragazzi oltre a scrivere dai blog e giocare ai videogames si organizzeranno e si daranno da fare. il cambiamento non dobbiamo aspettarlo come fosse un pacco postale proveniente da Roma, dobbiamo produrcelo da noi, con entusiasmo, con costanza, con impegno quotidiano.