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Vittime entrambi

CalabresiNapolitanoPinelli

L’incontro tra Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calbresi, e Licia Rognini, vedova del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, costituisce un evento storico. Calabresi e Pinelli riconosciuti per la prima volta dallo Stato entrambi come vittime del terrorismo. Il compimento di una delle vicende più drammatiche della storia d’Italia, racchiuso in un’istantanea epocale. Un compimento soltanto simbolico, si dirà. Certo, ma necessario per ricominciare a riannodare i fili della memoria nazionale intorno ad un’epoca a noi vicinissima. Un’epoca che - lo ha affermato pubblicamente lo stesso Presidente Napolitano - non ha ancora trovato verità.

Un piccolo passo per un presidente, un enorme passo per l’Italia. E per quella geniale generazione, cresciuta coltivando un sogno folle di libertà, di cui ha fatto parte anche mio padre. Con lucidissimo orgoglio. E “Ora sulle stragi lo Stato apra i suoi armadi”, questo l’invito della vedova Calabresi. E’ ora.

3 Comments so far

  1. mario Maggio 11th, 2009 11:24 am

    Quando Pinelli fu scaraventato giù dalla finestra c’erano solo poliziotti con lui.
    Ne deduciamo che i primi terroristi stanno lì dentro?

  2. marcoba Maggio 11th, 2009 1:41 pm

    Mario ciao, benvenuto. evidentemente non ci conosciamo. perchè se ci conoscessimo sapresti benissimo che io non accetterei mai una posizione come “i primi terrosisti stanno lì dentro”: schema tanto efficace quanto semplicistico, che poco serve a fare chiarezza e che, anzi, ponendosi in senso esattamente opposto rispetto alla direzione indicata dalla cerimonia di domenica, alimenta la confusione e lo scontro. ammazzando la possibilità di un dibattito serio e responsabile. poprio ciò di cui l’Italia ha bisogno per rimarginare una delle sue ferite più profonde.

    l’invito del nostro saggio Presidente al Paese tutto è quello di riprovare oggi, a distanza sufficiente da quegli anni, a rileggere e a ritessere la complessa trama di quelle eccezionali e drammatiche vicende , dando loro, con il contributo e il senso di responsabilità di tutti, il giusto significato e la giusta collocazione. senza dogmi, senza infingimenti.

    dire che i poliziotti erano - o, peggio, sono - terroristi non rende certo giustizia alla storia e ci riporta, a passo di gambero, mille miglia lontano dalla verità. nè Pinelli, nè Calbresi, nè la memoria di quegli anni, meritano tutto questo nè noi possiamo permettercelo.

    neanche le indecenti scritte sui sui muri di Torino (”Nessuna pace con lo Stato”) aiutano molto, anzi.

  3. marcoba Maggio 18th, 2009 6:20 pm

    Liquida Magazine mi ha linkato qui: grazie!

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