L’ultimo atto?
La patacca proposta ai cittadini era grossa, francamente troppo grossa per essere digerita da una città complessa e ambiziosa quale è Padova. E di fatti: rispedita al mittente, tanti saluti e grazie. A mai più, si spera. Dipenderà, ovviamente, da quello che Zanonato saprà fare, al suo terzo mandanto e con una maggioranza mai così compatta (24 consiglieri su 40, 16 del PD): le condizioni per poter fare bene ci sono tutte, anzi per poter fare meglio. Il quadro generale dei ballottaggi racconta, poi, di un’inversione di tendenza rispetto al primo turno: 15 a 7 per il Centro-sinistra nelle Provincie, 12 a 4 nei Comuni. leggi avanti
Per raccontare questa fase politica, che definire avulsa dalle normali logiche della democrazia è certamente poco, sono stati spracati paragoni importanti (”24 luglio”, Ferrara e, di risposta, Adriano Sofri) ed escogitate formule inedite (”basso impero senza impero”, Scalfari; “Hollywood Party strapaesano”, Berselli). Non so se sia effettivamente la fine, se la caduta dell’idolo sia effettiva e inarrestabile. Certamente il Presidente si trova in affanno, forse più che mai, forse come quella famosa volta in cui fu costretto a “scendere in campo”. Ma questa volta quella carta non ce l’ha, Berlusconi è già Re. E con la fama da papi che si è guadagnato, difficilmente lo incoroneranno Papa. Del resto è evidente che la strategia del silenzio, la mera elusione del tema non regge, gli sta scivolando di mano, i media brillano di luce propria (Repubblica, Tg3, Tg La7). E la piazza, in festa per il trionfo di Michele Emiliano nuovo sindaco di Bari, grida “Patrizia”. Berlusconi intanto fa finta di correre, di occuparsi delle cose del Paese: “vorrebbe ora riagguantare il corpo mistico del re, ma non può farlo senza ricorrere al vocabolario con cui l’ha distrutto” (Barbara Spinelli su La Stampa di oggi). Allora alla fine sbotta, non resiste e urla, paonazzo in volto, all’angolo in cui si è cacciato. “Mi sono fatto da solo e da solo mi distruggo”: può mai essere l’ ultimo atto?
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- Davvero istruttivo - oltre che esilarante - è guardare il Tg1 di Minzolini.
- Qui i disperati consigli di Ferrara a Minzolini: ugualmente istruttivi ed esilaranti.
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[…] a leggere in fila i loro nomi mi brillano gli occhi), si tratta di un’opera smaccatamente attuale nel suo essere drammaticamente inattuale. Trattavasi di un’altra era: secondo decennio a. B. […]
[…] Fare causa a chi fa delle domande (la Repubblica), censurare il trailer di un film perchè privo di contraddittorio (Videocracy), beccarsi il primo plateale bidone dalla Chiesa (Bertone), beccarsi quattro spettacolari peri dall’Inter: a diversi gradi di portata, questi sono i segni inequivocabli della caduta dell’idolo. […]
[…] l’equilibrio democratico svuotando il senso e la funzione della sfera pubblica. Avevo già evidenziato i tentativi disperati di inquadrare lessicalmente, e razionalmente, la fase di disorientamento […]