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Trasloco, Africa e ritorno

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E’ da un po’ che pensavo di scrivere un post sul viaggio in Africa. Poi, iniziato il trasloco, pensavo ad un post sul trasloco. Alla fine i lavori di rientro alla vita, insieme ai lavori di trasloco, hanno mangiato tutto il tempo. Così ho deciso di affrontare Africa e trasloco nello stesso post. Per una questione di economia. leggi avanti

Anna ed io siamo stati a Zanzibar in viaggio di nozze. Anna ed io abbiamo traslocato da Padova a Bolzano. Zanzibar è un’isola di un milione di abitanti ad est della Tanzania, Africa centro-orientale, emisfero australe. Bolzano è una cittadina di centomila abitanti nella punta più a nord dell’Italia, Europa centrale, emisfero boreale. Nel viaggio da un emisfero all’altro abbiamo sorpassato l’equatore e l’acqua dello scolo ha iniziato a girare nel senso opposto: in aereo ho verificato, è così. Nel trasloco da Padova a Bolzano abbiamo sorpassato il confine tra il Veneto e il Trentino-Altoadige e le palle hanno iniziato a girare ancor prima di partire: non per una questione di geofisica, nè geografica, ma di semplice logistica: la roba accumulata negli ultimi anni nell’appatarmento di via Umberto I ha richiesto l’intervento di un Ducato (non quello di Modena, ma quello Fiat), più altri due giri di macchina. Tanti chilometri macinati, 1200 complessivi, tante cose buttate, un po’ regalate, il rimanente impacchettato, impilato, caricato e trasportato. Per arrivare a Zanzibar ci sono voluti più di 6000 chilometri. Dall’aereo, l’infinito deserto del Sahara e le vette del Kilimanjaro. La guida zanzibarina che ci ha portato nelle piantagioni di spezie, di ciascuna pianta ci ha indicato nome, utilizzo delle popolazioni indigene, utilizzo delle popolazioni europee. Davanti a una mia ingenua domanda ha risposto: “Quello è solo un fiore”.

Nel tepore delle nostre solitudini ricolme di oggetti ci pensiamo ricchi, ci sentiamo al riparo. Ma basta poco e ci scopriamo poveri e inermi. Per compiere fino in fondo questa scoperta l’Africa è necessaria. E’ l’inconscio dell’Occidente, con cui occorrerà prima o poi fare i conti. Per ripensare il nostro stare al mondo e ripensarci. Un discorso interrotto, da cui dipende la sopravvivenza del pianeta.

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