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Un gioco più che onesto

Uomo-bullo

A Bolzano, e non solo, è in atto un vivace dibatitto intorno alla campagna Uomo-bullo ideata dall’agenzia di Oliviero Toscani. Commissionata dall’Assessorato provinciale alla cultura e scuola in lingua italiana, la campagna si inserisce nel progetto di educazione alla legalità Fair Play, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul tema del bullismo. Scurrile, sessista, cialtrona, addirittura “dilettantesca“? Certo è che fa discutere e, soprattutto, fa discutere sul tema di cui è veicolo. leggi tutto

Le ragazze offese (”il bullismo riguarda anche noi”), i ragazzi di lingua tedesca contrariati (”in tedesco non c’è corrispondenza tra pene e pisello”), i benpensanti indignati (”che volgarità”). In un vortice di parole che perde di vista la questione centrale: “una campagna pubblicitaria non è mai un saggio sul tema” (Sergio Camin, Alto Adige del 14 novembre), e poi “la campagna uomo-bullo non ha l’intenzione di risolvere il problema” (Katia Tenti, Corriere dell’Alto Adige del 17 novembre).

Sgomberato il campo da questi goffi equivoci, è possibille mettere a fuoco il progetto per quello che è: una campagna di comunicazione sociale che fa egregiamente il suo lavoro, quello per cui è stata pensata e finanziata, e lo fa con intelligenza. Addirittura con eleganza. Seleziona il suo target, il giovane bullo, schernendolo con il suo stesso linguaggio (se voglio farmi capire da una balena devo sapere il balenese) e fa parlare di sè scandalizzando tutti gli altri. Il tutto sfruttando con sapienza le tecniche elementari della comunicazione: su sfondo bianco la correlazione semi-simbolica tra coppie di contrari (uomo/bullo sul piano dell’headline, banana/pisello sul piano del visual). E’ così che ad una costruzione formale complessa, metafora esplicita a quattro termini secondo lo schema proporzionale A/B=C/D, corrisponde un effetto semplice e al tempo stesso dirompente, inutile dire provocatorio basta dire efficace. In linea con la regola aurea della comunicazione, “complicare è facile, semplificare è difficile” (Bruno Munari).

Onore dunque a Toscani e alla sua equipe di lavoro. E onore all’Assessore e al suo coraggio, qualità rara nella classe dirigente di questo paese.

3 Comments so far

  1. sergio camin Novembre 26th, 2009 5:12 pm

    grazie per la citazione ma in questi giorni se ne sono sentite di tutti i colori. ci sono argomenti su cui tutti sanno e quindi dicono. la pubblicità, l’architettura ed ovviamente il calcio sono gli esempi più eclatanti. sarebbe bene che qualcuno cominciasse a spiegare che i fenomeni di massa riguardano ovviamente tutti ma non è mica detto che tutti li capiscano. tantomeno che ce li vengano a spiegare.

  2. fabio falzone Dicembre 3rd, 2009 5:47 pm

    io credo però che parlare solo ai ragazzi italiani sia un problema di comunicazione non banale, in termini di efficacia. e la mattina alle 6 quando vado a milano e vedo i treni tracimare di ragazzi che arrivano dalle valli mi domando: ma questi coglieranno un messaggio così “latino”? Sul resto della tua argomentazione nulla da eccepire. ciao

  3. Val. Gennaio 5th, 2010 11:04 pm

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