Un mese fa moriva Lévi-Strauss
Dai voli della filosofia alla scienza del concreto, dallo spirito alle strutture: una rivoluzione copernicana che prosegue quella di Kant e estende quella di Marx. Il percorso compiuto da Claude Lévi-Strauss ha svelato - spingendosi oltre Cartesio e la teoria moderna - i meccanismi alla base del metodo scientifico, mostrando soprattutto come anche le scienze umane possano, e dunque debbano, impegnarsi nel dispiegamento di un discorso rigoroso, al di fuori da semplici considerazioni impressionistiche. Un percorso essenziale, affidato all’epoca contemporanea, per provare a rimettere insieme i cocci della razionalità occidentale, nel tentativo di costruire un nuovo umanesimo. leggi avanti
“[Noi strutturalisti] siamo profondamente umanisti, solo penso che l’umanesimo corre verso la sua rovina se continua a essere l’umanesimo dell’orgoglio smisurato. Se vuole salvarsi, deve accettare di essere un umanesimo modesto e ammettere che quel che costituisce il valore dell’uomo non è di essere un essere a parte della creazione, ma di essere un vivente come tutti gli altri. Quel che bisogna non fare è immaginarsi che esista un certo livello di osservazione che goda di un privilegio assoluto a spese di tutti gli altri livelli di osservazione. Se mette una goccia d’acqua su un vetrino di microscopio e fa variare gli ingrandimenti, osserva una volta animaletti occupatissimi a divorarsi reciprocamente o fare l’amore, poi osserva le cellule e non più gli animaletti e così via. Perciò non bisogna dire che c’è un solo livello per osservare l’uomo. Ci si è occupati molto del Soggetto per secoli e per millenni e non è risultato un gran che dal punto di vista della conoscenza dell’uomo. Allora dico che bisogna guardare ad altri livelli e che coloro che guardano a questi livelli hanno perfettamente il diritto di farlo senza che siano messi sotto accusa. Io non accuso chi continua ad occuparsi del Soggetto. Che lo faccia, se lo interessa. La scienza progredisce solo dalla giustapposizione e dalla collaborazione di una molteplicità di livelli.” (Claude Lévi-Strauss, intervista del 1979 a cura di Marco D’Eramo, ripubblicata su MicroMega di questo mese)
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