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Al cuore del desiderio

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“Nessuno dimentica la verità, si diventa solo più bravi a mentire”, questa la tragica conclusione a cui giunge April - protagonista di Revolutionary Road (2008) - a metà esatta del film. Non sono certo che questo sia vero, sono però certo che sia fottutamente vero il film da cui questa battuta è tratta. Vero dal primo sguardo tra Frank e April fino all’ultimo, passando attraverso lo sguardo - dal punto di vista drammaturgico, un capolavoro - “separato e tagliato di netto da un sipario che si abbassa sullo spettacolo” in cui recita la stessa April. In quel sipario calato tra April e Frank, in quel taglio metanarrativo a pochi minuti dall’inizio, è condensanto il senso del film. leggi avanti

Sam Mendes, già regista di quella cosa meravigliosa chiamata American Beauty, affronta il tema del rapporto di coppia con un’asciuttezza e una lucidità inattese. La sceneggiatura impeccabile, il ritmo solido e senza cadute, i dialoghi serrati e complessi e al contempo naturali, la fotografia pulita e raffinata, l’interpretazione superlativa di Winslet (brava quanto in The Reader) e Di Caprio (prova a prenderlo!), vanno a comporre un crescendo emotivo tutt’altro che scontato, dando realtà e spessore universale alla relazione che lega - mentre separa - i due protagonisti. Una relazione che, divorata dalla lotta tra aspirazione all’autenticità e necessità di omologazione, tra libertà e sopravvivenza, tra verità e finzione, finisce per bruciare i due poli che la tengono in vita. Rendendo così palpabile la mancanza che si spalanca al cuore del desiderio e che dell’amore è il fondamento. Il “vuoto disperato” cui fa cenno Frank in un momento di consapevolezza e in cui la rivoluzione sprofonda.

“Non la chiamo felicità, ma ho la spina dorsale per non sfuggire alle mie responsabilità”, dice Frank. “Ci vuole spina dorsale per vivere la vita che vuoi”, ribatte April. Tra lo sprofondamento nel ghiaccio di Titanic e lo sprofondamento nell’abisso di Revolutionary Road c’è di mezzo il mare. Il mare in cui naviga la grande arte.

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